COMPAGNIA TEATRALE
LA MOSCHETA
L'uomo del destino

di George Bernard Shaw

La vicenda prende inizio il 12 maggio 1796, quando in un osteria di Tavazzano, sulla strada tra Lodi e Milano, Napoleone Bonaparte, da poco nominato generale, attende in compagnia dell’oste Giuseppe un suo fidato ufficiale, che ha l’incarico di consegnargli importanti documenti. Durante l’attesa però, fa la sua improvvisa comparsa un destino tanto inatteso e alquanto mascherato.

Regia: Daniele Marchesini

Personaggi - Interpreti

Napoleone - Daniele Marchesini
Signora - Barbara Urbani
Giuseppe - Michele Bonomo
Tenente - Nicola Marconi

Scenografia - La Moscheta
Tecnico luci e fonico -
Costumi -

Note di regia

L’uomo del destino di George Bernard Shaw è una delle quattro commedie gradevoli scritte tra il 1894 e il 1897. Commediografo d’eccezione, padrone della tecnica teatrale, sempre in grado di calcolare e controllare l’effetto di ogni battuta. Le sue commedie si distinguono per la scioltezza del dialogo, l’intelligenza la vivacità dialettica e un inconfondibile humor. Shaw nel nostro caso si cimenta con un grande personaggio storico: Napoleone Bonaparte, l’eroe guerriero paragonato a Cesare e ad Alessandro, l’icona stessa della grandezza e dell’energia creatrice. La sua immagine più sorprendente per noi oggi, la più affascinante e anche la meno nota, è quella del Napoleone grande organizzatore e manager che porta nel’ esercito e nello stato una mentalità imprenditoriale, il sapiente motivatore di uomini, l’inventore delle tecniche della comunicazione e del consenso di massa, il politico che apre le carriere al merito, il governatore lungimirante e lo statista spregiudicato capace di fulminee elaborazioni di calcolo, quelle stesse che, con un secolo e mezzo di anticipo, gli consentono di spiegare agli inglesi perché perderanno le loro colonie e che dallo scoglio di Sant'Elena arriverà persino a vagheggiare gli stati uniti d’Europa con una sola moneta e un'unica legge per tutti. Ma in questa gradevole commedia Napoleone non è ancora l’imperatore, egli è all’inizio della sua fortuna. Tutto comincia proprio con la vittoriosa battaglia sul ponte di Lodi: non si sapeva pronunciare ancora con esattezza il suo nome che la sua fama aveva fatto il giro di mezza Europa. Tutti elementi che giovano all’autore irlandese di congegnare un testo come una partita a scacchi per l’astuzia e intelligenza dei protagonisti che con causticità, umorismo, denuncia la falsa coscienza inglese, evidenziando il vizio coloniale della società vittoriana chiusa e bigotta. Testo moderno senza dubbio, che forse sorprenderà gli stessi appassionati e cultori di Napoleone, un mito moderno che rappresenta il rischio, l’avventura il desiderio senza limiti. Shaw pensava che il teatro dovesse essere una fabbrica di pensiero, un suggeritore per la nostra coscienza, un rivelatore della realtà sociale, sapendo bene quanto coraggio occorre per schernire ciò che è ridicolo e quanta serietà per scoprire ciò che è divertente. Sfrutta la tendenza drammatica di Napoleone: questo grande e controverso personaggio della storia, abilmente portato sulla scena con l’arte dell’attore e del capocomico. E’ il caso esemplare e inimitabile insieme, di un uomo che era arrivato a stupire persino se stesso.