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| La vera storia del medico dei pazzi |
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Commedia in due atti di E. Scarpetta
Don Felice Sciosciammocca, sciocco e danaroso provinciale, giunge
a Napoli con la moglie al seguito per incontrare lo scapestrato nipote
Ciccillo che egli ha mantenuto agli studi e che ora gli fa credere di
essersi laureato in psichiatria e di dirigere una clinica di malati di
mente. Nulla di vero, ovviamente; ma per convincere lo zio e continuare
a spillargli denaro, il giovanotto pensa di spacciare per casa di salute
la pensione in cui egli vive allegramente con un amico. Innescato così il
filo narrativo conduttore, liberamente ispirato come molto teatro napoletano
d'allora a una trama proveniente d'oltralpe, se ne ricava un fuoco di fila
di comicità, facendo leva sulle situazioni in cui viene a trovarsi il candido
Sciosciammocca che scambia per matti più o meno pericolosi gli ignari ospiti
della pensione, i quali costituiscono un'esilarante galleria di tic e caratteri
umani. Scritta e, reinventata da Mimmo Venditti Il medico dei pazzi è una commedia
che mette in scena in modo gioioso il rapporto tra normalità e follia.
"Capolavoro del teatro napoletano, reso celebre anche dal film interpretato
negli anni Cinquanta da Totò, la commedia ha al proprio centro la maschera
popolare di Sciosciammocca, inventata da Scarpetta"
Breve trama
La trama narra le vicende del giovane Ciccillo e di suo zio
Felice sciosciamocca di Roccasecca. Ciccillo, nipote scapestrato,
perde al gioco tutto il denaro che lo zio gli ha mandato per laurearsi
in medicina. Lo zio Felice e sua moglie arrivano a Napoli per verificare
i risultati universitari di Cicillo che inizia a inventare che la bizzarra
pensione in cui abita è in realtà un manicomio e i suoi ospiti sono proprio dei
pazzi, suoi pazienti
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Regia: Daniele Marchesini
Personaggi - Interpreti
Ciccillo - Alberto Lissandrini / Nicola Marconi
Michele - Andrea Bordoni
Violinista - Dino Casagrande
Attore - Mattia Meneghini
Cameriere / Don Felice - Daniele Marchesini
Musiche Originali - Giannantonio Mutto
Tecnici luci e musiche - Massimo Gianese
Scenografie - Dino Casagrande
Costumi - La Moscheta
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Note di regia
"La vera storia del medico dei pazzi" è una trasposizione
teatrale dell’ultimo grande successo scritto da E. Scarpetta
"Il medico dei pazzi" nel 1908. Cento anni sono passati dalla prima
edizione di questa spensierata commedia degli equivoci in cui non
c’è nessun personaggio che gioca il ruolo effettivo di "pazzo",
come insinua il titolo, ma che ingegnosamente assegna a questa
categoria l’intera squadra di bizzarri protagonisti, impegnati in
esilaranti siparietti. Si presentano così cinque attori sottoposti
a continui cambi d’abito, impegnati a sostenere tutti i ruoli,
anche quelli femminili.
Il copione originale è stato alleggerito: eliminati vari personaggi,
diverse lungaggini e forzature, ma ne viene conservata la sostanza,
il congegno comico. Dopotutto è la necessità del Teatro comico
riadattare un testo per renderlo fruibile al gusto del pubblico del
tempo in cui la rappresentazione viene svolta. Lo stesso Scarpetta si
ispirò ad una pochade del Vaudeville francese, che a sua volta sembra
derivi da una novella del teatro greco.
E’ la storia che si evolve, che ci obbliga a guardare le cose da
posizioni diverse. In questa commistione tra pazzia e normalità, un
classico della commedia napoletana, è offerta la possibilità di ridere di
noi stessi, talvolta "sani" portatori di stranezze nella quotidianità.
Elogio alla follia, quindi, quale valido antidoto alla vita di tutti i
giorni, spesso suggestionata dall’annoso dubbio amletico: "Ma il pazzo chi è?"
Sarà il giovane medico "favoliere" a vestire i panni del burattinaio,
panni che vengono indossati a mo’ di difesa d'ufficio dall'imputato,
giovane di provincia caduto nella tentacolare Napoli di cartapesta.
Sarà lui a tirare i fili di tante figurine che evocano, coi loro modi,
antiche e mai dimenticate immagini di una età ingenua e felice.
Una favola raccontata da un palcoscenico e vissuta in presa diretta dallo spettatore.
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