COMPAGNIA TEATRALE
LA MOSCHETA
La muger dell'Ottoman

Commedia in due atti di Aristide Genovese

Una vispa dama veneziana si burla di un giovane adoratore, e l'adoratore le rende pan per focaccia. Madama Lucrezia, moglie dell antiquario Gerardo, mentre il marito è assente per comprare spade antiche, lascia che il conte Tonin, che sospira per lei da un pezzo, le entri in casa; e quando lo vede cosi innamorato e timido lo deride garbatamente. Improvvisamente ritorna il marito, con uno spadone cinquecentesco in mano, e Lucrezia,con la complicità della cameriera nasconde Tonin sotto un mucchio di panni, e poi per spaventarlo propone a Gerardo su quei panni il taglio perfetto della lama. Naturalmente impedisce in tempo l'esperimento, ma Tonin intanto si è preso una bella paura. Lo spavento e il sapore amaro della beffa lo trasformano prontamente in un uomo maturo, ironico e malizioso. E pensa di vendicarsi: fingendosi in punto di morte, manda chiamare Lucrezia, che, atterrita e piena di rimorsi accorre al suo capezzale. Ma Tonin salta fuori dal letto sano e ridente; e annuncia alla donna che il marito invitato da lui si trova nella stanza accanto, e la induce ad appiattirsi entro l'alcova, per non essere vista. Poi fa credere a l'antiquario di avere un amante in casa, e si diverte a promettergli di fargliela vedere; e costringe Lucrezia, a scanso del peggio, a stendere un braccio fuori della tenda e mostrarlo al marito. Tonin, intanto, stabilito un clima di compiacenze e confidenze tra maschi, di far raccontare da Gerardo i suoi facili e frequenti amorazzi; e in questo modo mette tanto puntiglio e tanta indignazione nel cuore della donna che essa, appena il marito se ne è andato, permette al conte Tonin di osare e di vincere



Regia: Daniele Marchesini

Personaggi - Interpreti

Lucrezia - Barbara Urbani
Gerardo - Mattia Meneghini
Elisabetta - Silvia Perolo
Gennaro - Alberto Lissandrini
Conte Tonin - Daniele Marchesini
Casanova - Dino Casagrande

Tecnico luci e suono - Andrea Bordoni
Scenografie - La Moscheta
Costumi - La Moscheta

Note di regia

I copioni della commedia dell'arte, anche quando pubblicati in bella veste letteraria ed editoriale, sono prima di tutto trascrizioni della tradizione, una presa d'atto delle consuetudini. Una registrazione del già fatto più che immaginazione, consuntivi quindi non solo delle esperienze dei singoli autori, dotati di una speciale e inconfondibile individualità, ma soprattutto di una tradizione anonima collettiva. Ho affrontato questo testo con l'idea si di salvaguardare il teatro di tradizione in tutte le sue forme, come il dialetto fatto di momenti e di caratteri, ma anche con la consapevolezza che la commedia dell'arte ha svolto un ruolo di cerniera tra il teatro antico e le forme della comicità moderna, in quanto rappresenta la fonte storica di una serie di generi successivi al quanto fondamentali per capire l'evoluzione dell'arte della comicità visiva: dal clown, al mimo, al comico di varietà. Nello sforzo di rapportare e armonizzare la prima forma alla seconda, mi sono visto "meso de qua e meso de la" alla ricerca di una verità del testo condita da soggetti comici e situazioni farsesche spinte all'estremo. Ho cercato di gettare un ponte con la commedia delle origini e il nostro tempo, conciliando i tratti essenziali del teatro di tradizione con le forme tipiche della commedia all'italiana.

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