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Commedia in due atti di Aristide Genovese
Una vispa dama veneziana si burla di un giovane adoratore,
e l'adoratore le rende pan per focaccia. Madama Lucrezia,
moglie dell antiquario Gerardo, mentre il marito è assente per
comprare spade antiche, lascia che il conte Tonin, che sospira
per lei da un pezzo, le entri in casa; e quando lo vede cosi
innamorato e timido lo deride garbatamente.
Improvvisamente ritorna il marito, con uno spadone cinquecentesco
in mano, e Lucrezia,con la complicità della cameriera nasconde
Tonin sotto un mucchio di panni, e poi per spaventarlo propone
a Gerardo su quei panni il taglio perfetto della lama.
Naturalmente impedisce in tempo l'esperimento, ma Tonin intanto
si è preso una bella paura. Lo spavento e il sapore amaro della
beffa lo trasformano prontamente in un uomo maturo, ironico
e malizioso.
E pensa di vendicarsi: fingendosi in punto di morte, manda
chiamare Lucrezia, che, atterrita e piena di rimorsi accorre
al suo capezzale.
Ma Tonin salta fuori dal letto sano e ridente; e annuncia
alla donna che il marito invitato da lui si trova nella stanza
accanto, e la induce ad appiattirsi entro l'alcova, per non
essere vista. Poi fa credere a l'antiquario di avere un amante
in casa, e si diverte a promettergli di fargliela vedere;
e costringe Lucrezia, a scanso del peggio, a stendere un braccio
fuori della tenda e mostrarlo al marito. Tonin, intanto,
stabilito un clima di compiacenze e confidenze tra maschi,
di far raccontare da Gerardo i suoi facili e frequenti amorazzi;
e in questo modo mette tanto puntiglio e tanta indignazione
nel cuore della donna che essa, appena il marito se ne è andato,
permette al conte Tonin di osare e di vincere
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