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Commedia in due atti di Clive Exton
Un bellissimo cottage in cui un uomo è solito trascorrere il suo riposante e comunissimo
fine settimana. Apparentemente una situazione del tutto normale ma con qualche anomalia
nella vicenda che si dipanerà all'apertura dell siapario. L'uomo in questione è sposato
e, inventanto ricorrenti trasferte di lavoro, tiene nascosta alla moglie l'esistenza del
cottage, in cui nel week-end viene a rifugiarsi con un'altra donna, anch'essa naturalmente
segreta. Fin qui, tutto sommato, potremmo ancora essere nella normalità, ma se l'altra
donna fosse in realtà la scorbutica madre dell'uomo? E se questa madre, incapace di
accettare anche solo l'idea di una moglie nella vita del figlio, fosse stata da quest'ultimo
tenuta a sua volta all'oscuro dell'esistenza di quel matrimonio? L'uomo allora sarebbe
in una situazione non del tutto normale e potrebbe forse cominciare a configurarsi
come un tipo eccessivamente "mammone", sarebbe apprensivo, ma soprattutto sprovveduto,
visto che all'imprevisto arrivo della moglie fra quello di altri inattesi personaggi non
saprà far altro che accumulare bugie su bugie nel forsennato tentativo di tenere tutti
all'oscuro di tutto. Certo è un comportamento che può avere anche una sua nobile motivazione:
il tentare di continuare a vivere tranquillamente tra le due tiranniche signore senza, tuttavia,
dar loro del dolore. Ma spesso l'equivoco genera altro equivico e così la girandola
della menzogna è destinata a ruotare sempre più vorticosamente fino a trasformare la
leggera brezza iniziale in un vento impetuoso che trascinerà con sé mogli, mariti, madri,
amanti, fidanzati.
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