LA MOSCHETA
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FITA
Regia: Daniele Marchesini

Personaggi - Interpreti
Suor Germana - Marta Venturi
Eddy Parker - Massimo Mosele
Marion Hollister - Isabella Bertini
Howard Hollister - Andrea Bordoni
Julia Hollister - Erna Corsi
Kreutzer - Davide Corritore
Sultano - Francesco Riso


Musiche originali - Gianantonio Mutto
Scenografia - Attolino Cavicchini
Costumi - Erna Corsi
Tecnico luci e fonico - Dino Casagrande
Costumi - Paola Anselmi, Cristina Maimeri

VACANZE OLTRECORTINA

Commedia in due atti tratta da "Getting even" di Woody Allen

Regia di Daniele Marchesini

L'ambasciatore americano Parker, in partenza per una missione, lascia pieni poteri a suo figlio Eddy. Questi però, inetto totale, non è proprio portato per la carriera diplomatica. Riesce infatti in poche ore a far scoppiare vari incidenti diplomatici. Due innocui turisti americani, con sorella al seguito, vengono inseguiti dalla polizia locale e scambiati per spie dopo aver scattato fotografie idiote con lo sfondo di una zona militare. Questi, per salvarsi, si rifugiano nell'ambasciata dove già si trova una suora factotum: cuoca-segretaria e consigliera del povero Eddy che da sei anni vive imboscata dopo aver preferito la fuga all'evangelizzazione.
All'ambasciata succede di tutto: guerra, bombe e pallottole ovunque, piani di fuga demenziali, amori improvvisi.
E a condire l'intricata vicenda uno scoppiettio ininterrotto di battute esilaranti e colpi di scena.

Note di regia Woody Allen, nome d'arte di Allen Steward Konigsberg, è nato a New York nel 1935.
Diversi suoi insuccessi scolastici lo hanno spinto verso il mondo dello spettacolo.
A diciassette anni scrive battute per colossi del cinema come Peter Seller e Sallivan e solo facendo questo mestiere due anni dopo è già ricchissimo.
Nel 1965 debutta ufficialmente come scenografo a Hollywood dopo essersi affermato a Broadway come commediografo di successo.
E' conosciuto universalmente per "Provaci ancora Sam" ma tante altre commedie ne hanno decretato il successo internazionale.
Esponente della New York intellettuale, è ispirato dalla tradizione comica ebraica yddisch e ha creato un suo stile brillante e ironico con il quale affronta con disinvoltura temi quotidiani e grandi drammi sociali.
Ho ritenuto opportuno intervenire sul testo, a cominciare dal titolo là dove la traduzione non arrivava a cogliere certe sfumature verbali di humor yddisch, senza nulla togliere all'intenzione dell'autore. Sarebbe stato anche presuntuoso aver affrontato il copione come un'opera: sarebbe stata una trovata snobbisticamente patetica alla Woody Allen.
"Vacanze oltrecortina" è ambientata in una ambasciata americana di un immaginario paese dell'Est europeo in un'epoca in cui il muro di Berlino era ancora il simbolo della guerra fredda.
La commedia parte da una situazione realistica e attraverso un bombardamento massiccio di battute e di complicazioni paradossali arriva si esaspera fino al surreale.
Una satira contro l'intolleranza politica e l'incomunicabilità all'interno della famiglia nella quale l'autore si racconta, come in tutte le sue opere, attraverso i vari personaggi. Allen esprime tutte le frustrazioni di un'infanzia difficile (respirata nei quartieri ebraici dove è nato), di una cultura assorbita come un ricatto, di una irrefrenabile sessualità regolarmente repressa.
Allen dice di sé:"Ho un solo rimpianto nella vita: di non essere qualcun altro".
Woody Allen ovvero la leggerezza, il narrare di cose complicate come l'arte e la sottilissima demarcazione tra il genio e la mediocrità, con semplicità, divertimento e un sottile velo di malinconia.

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