Una storia sommersa per più di un secolo. Una voce che torna a farsi ascoltare.
All’inizio del Novecento, la giovane veronese Isolina Canuti scompare. Il suo corpo viene ritrovato nelle acque dell’Adige e la sua morte dà origine a una complessa vicenda giudiziaria, destinata a essere progressivamente insabbiata e dimenticata.
Isolina – La voce che non avete ascoltato nasce dal desiderio di riportare alla luce questa storia e, soprattutto, di restituire a Isolina ciò che le è stato negato: la possibilità di raccontarsi.
Attraverso una drammaturgia originale, il reading cerca Isolina prima che diventi una vittima: una giovane donna che ama la vita, si innamora e immagina il proprio futuro. Ad accompagnare il suo racconto è l’Adige, testimone e custode di una memoria che gli uomini hanno cercato di cancellare.
La sua storia attraversa così il tempo e arriva fino a noi, incontrando nel finale le voci di altre donne che ancora oggi subiscono violenza senza essere ascoltate.
Raccontarla oggi è un gesto di memoria. Ascoltarla significa non permetterle di scomparire una seconda volta.
Voci
Emanuela Nardone
Giulia Giordano
Valentina Olivieri
Andrea Bordoni
Musiche: Gigi Giordano
Luci e audio: Nicola Marconi
Supporto tecnico:
Marco Dalla Riva
Regia: Giulia Giordano
Note di regia
Ho incontrato Isolina attraverso una storia che Verona sembra aver dimenticato. Più leggevo di lei, più mi accorgevo che ciò che rimaneva era soprattutto quello che altri avevano detto: i giornali, gli uomini coinvolti nella vicenda, gli avvocati, i giudici. La sua voce, invece, non c’era.
Da qui è nato il desiderio di provare a restituirgliela.
Isolina – La voce che non avete ascoltato nasce come una riscrittura intimistica del vissuto di Isolina, costruita a partire dalla ricostruzione storica della sua vicenda ma affidata, sulla scena, anche all’immaginazione teatrale. Non per pretendere di sapere cosa Isolina abbia realmente pensato o sentito, ma per provare a riportarla al centro della propria storia e immaginarla prima che diventasse un caso di cronaca: una ragazza, una sorella, una giovane donna capace di innamorarsi, di desiderare e di immaginare un futuro.
Abbiamo voluto avvicinarci a ciò che potrebbe aver sentito attraversando l’innamoramento, l’attesa, la maternità e infine la paura, cercando uno spazio intimo nel quale la sua voce potesse finalmente emergere al di sopra di tutte quelle che, per più di un secolo, hanno parlato al suo posto.
A guidarci in questo viaggio è l’Adige, il fiume che attraversa Verona e che nella nostra drammaturgia diventa testimone e custode
Raccontare Isolina oggi, però, significa inevitabilmente guardare anche al presente. Perché la sua voce si intreccia con quella delle tante donne che ancora oggi subiscono violenza e, insieme alla violenza, conoscono il giudizio, il sospetto o il silenzio.
Giulia Giordano

